IL "MESSIA" DI G. F. HAENDEL (1685-1759)
Oratorio per soli, coro e orchestra
(di Piero Leone)
L'oratorio è stato composto da Georg Friedrich Haendel (1685-1759) nel
1741, in 24 giorni, in un tempo molto inferiore a quello che è necessario oggi
per prepararne l'esecuzione. La prima esecuzione è invece avvenuta nel 1742, a
Dublino; gli incassi vennero devoluti al miglioramento delle condizioni dei
detenuti delle carceri. In Inghilterra, invece, la prima esecuzione ebbe luogo
il 23 marzo 1743 al Covent Garden. Grazie alla sua popolarità l’oratorio fu più
volte rielaborato da altri musicisti. Tra queste rielaborazioni va ricordata
quella di Mozart, col testo tradotto in tedesco (che è stata eseguita dal
coro del CIMA qualche anno fa).
L'argomento è l'attesa della nascita del Messia e il suo futuro destino in
terra. I testi sono tratti dal vecchio e dal nuovo testamento. In realtà sulla
vita di Cristo ci si limita a citare i passi evangelici sulla sua nascita.
L'argomento, insomma, verte più sulla funzione del Cristo che non sul suo
insegnamento o sulla sua vita. La forma musicale dell’oratorio corrispondeva a
quella di una specie di melodramma senza costumi e senza azioni. Ma nel
‘Messiah’ l'aspetto drammatico è quasi assente, mentre prevale quello
didascalico. Ciò nonostante, in occasione di una esecuzione del 1743, esso è
stato chiamato "Grand Divertissement'!.
L’oratorio è composto in tutto di 52 brani:
- recitativi
- arie
- accompagnati
- cori
- un duetto
- due parti solamente strumentali (l'ouverture e la "pifa").
Alcuni brani ("And He shall purify", “His yoke is easy", "For unto us",
"All we Like sheep" e "O death where is thy sting?") Haendel li ha ripresi
da altri pezzi che aveva già composto prima. Gli altri brani sono stati
composti specificamente per questo oratorio. Di vari brani esistono diverse
versioni dello stesso Haendel, che ha lungamente rielaborato l'opera in
occasione delle sue diverse esecuzioni.
Nella nostra esecuzione alcuni brani verranno omessi. In linea di massima
in questa guida all’ascolto sono illustrati solo i brani che verranno eseguiti.
1. Sinfonia (3'5")2
Classica ouverture alla francese, divisa in due parti: grave / allegro
moderato. Il movimento lento iniziale, che viene ripetuto due volte, è
caratterizzato dal ritmo puntato (alternanza di semiminime puntate, del valore
di 3/8 con crome, del valore di 1/8). Questo ritmo richiama alla mente lo
spettacolo del potere monarchico assolutistico francese: la solennità
dell’incedere del re e dei cortigiani.
La seconda sezione, allegro moderato, è un fugato dall’andamento piacevole
e spigliato, che inizia con oboi e violini all'unisono; dopo quattro battute si
inseriscono anche altri strumenti (fagotti, viole, basso continuo). Alla fine
si torna per un momento al lento iniziale con quattro battute di conclusione.
2. Accompagnato 3(tenore) (3’ 2")
Testo
Comfort ye my people, saith your God. Speak ye comfortable to Jerusalem,
and cry unto her, that her warfake is accomplished, that her iniquity is
pardoned. The voice of him that criuth in the wilderness: “Prepare ye the way
of the Lord, make straight in the desert a highway for our God."
(Isaia, 40.1-3)
Traduzione4
Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio. Parlate al
cuore di Gerusalemme e ditele forte che finita è la sua servitù, scontata la
sua colpa, che ha ricevuto dalla mano del Signore il doppio per tutti i suoi
peccati. Voce di uno che grida: "Nel deserto drizzate la via del Signore,
raddrizzate nella steppa la strada del nostro Dio'."
(Isaia, 40.1-3)
Commento
E' proprio molto bello, e apre degnamente l'oratorio. Dopo qualche battuta
degli archi soli, dolci, in tempo "larghetto e piano", il tenore intona un
canto nobile e solenne, che poi si allontana dallo stile della semplice
declamazione per ampliarsi in una vera e propria melodia spiegata. Le
progressioni5 servono a dare maggiore forza di convinzione al contenuto del
testo e a far capire che veramente “finita è la servitù” del popolo d’Israele.
Torna poi il tono da recitativo, che preparare la successiva aria, dello stesso
tenore.
3. Aria (tenore) (3,35")
Testo:
Ev'ry valley shall be exalted, and ev'ry mountain and hill inade low, the
crooked straight, and the rough places plain.
(Isaia, 40.4)
Traduzione
Si colmi ogni valle, ogni monte o colle si abbassi, l'erta si cambi in
piano, la roccia in pianura.
(Isaia, 40.4)
Commento
L'aria del tenore è la logica continuazione del precedente "accompagnato",
così come il testo è la continuazione immediata del testo precedente di Isaia,
che allude all'abbassamento di ogni gloria umana di fronte alla gloria di Dio.
La menzione della “valle", luogo geografico profondo, è contrassegnato da un
movimento melodico ascendente (perché la valle "si colma"). La descrittività
quindi si basa qui non sul significato letterale del testo, ma su quello
‘morale’, sul loro senso ‘rivoluzionario’ (ogni cosa si converte nel suo
contrario, anticipazione della rivoluzione cristiana) e non sulle associazioni
suscitate dalle singole parole. Logico è quindi anche il successivo vocalizzo
che ‘esalta’ l’espressività della parola "exalted" (nel testo della Bibbia
concordata: "si colmi"). La successiva menzione della montagna che si
abbassa è indicata da un innalzamento e successivo immediato abbassarsi della
linea melodica, con sosta sulla nota bassa. La pianura, invece, è indicata da
note che restano alla stessa altezza o che compiono solo una leggera
ondulazione. La cosa si ripete, e l'aria si conclude con una frase retorica e
breve coda strumentale.
4. Coro (3'02")
Testo
And the glory of the Lord shall be revealed. And all flesh shall see it
together, for the mouth of the Lord hath spoken it.
(Isaia, 40.5)
Traduzione
Apparirà pertanto la gloria del Signore e ogni uomo vedrà la sua
magnificenza. Così ha parlato la bocca del Signore.
(Isaia, 40.5)
Commento
Anche questo testo è la continuazione immediata dei testi precedenti. La
breve introduzione orchestrale introduce i primi due dei quattro temi usati nel
brano (corrispondenti, rispettivamente alle quattro semifrasi del testo: 1)
"la gloria del Signore"; 2) "apparirà"; 3) "e ogni uomo vedrà la sua
magnificenza"; 4) "Così ha parlato la bocca del Signore". I quattro temi si
annunciano l'uno dopo l'altro, ma poi si intrecciano a vicenda. Il primo tema
viene cantato prima dai contralti e poi dalle altre tre voci. Questo tema deve
essere piaciuto molto a Haendel, perché si ritrova anche in un concerto grosso.
Subito dopo i tenori attaccano il disegno discendente del secondo tema, seguiti
da bassi e soprani. Breve intreccio dei due temi con loro distribuzione tra le
diverse voci, poi qualche battuta di sola orchestra, e i contralti, di nuovo,
attaccano il terzo tema, piuttosto statico, seguiti dai tenori. Subito dopo
bassi e tenori, all’unisono intonano il declamatorio "cantus firmus" del quarto
tema, basato su due sole note. Il terzo e il quarto si intecciano tra loro,
finchè riappare il primo che questa volta si intreccia con il terzo, e poi con
il quarto modificato. Si continua in questo gioco combinatorio tra i quattro
temi fino alla conclusione arcaica di una cadenza "plagale", (successione di
sottodominante-tonica, invece della normale cadenza dominante-tonica).
5. Accompagnato (basso) (1'26")
Testo
Thus saith the Lord, the Lord of Hosts. Yet once a little while, and I
will shake The heav'ns and the earth, the sea and the dry land, and I will
shake all nations; and the desire of all nations shall come.
(Haggai, 2.6-7)
The Lord, whom ye seek, shall suddenly come to His temple even the
messenger of the Covenant, whom ye delight in: behold, He shall come, saith the
Lord of Hosts.
(Malachia, 3.1)
Traduzione
Infatti, così dice il Signore delle schiere: ancora un poco e io scuoterò
il cielo e la terra, il mare e il continente. Io scuoterò tutte le nazioni e
affluiranno i tesori di tutte le nazioni.
(Aggeo, 2.6-7)
Ecco, io mando il mio messaggero, e spianerà il cammino dinanzi a me; e
Tosto verrà nel suo tempio il Signore che voi cercate e l'angelo del patto che
voi bramate, ecco, viene, dice il Signore delle schiere.
(Malachia, 3.1)
Commento
Il brano inizia in tipico stile declamatorio (sottolineato anche
dall’accompagnamento puntato degli archi) che è giustificato col fatto che il
testo funge da preannuncio delle parole di Dio. Subito dopo abbiamo un
descrittivo vocalizzo sulla parola "shake" (scuotere), che dà appunto la
sensazione di qualcosa che viene scosso. La "scossa" si ripete alcune volte.
Nuovo passo declamatorio per annunciare la venuta del Signore e il brano si
conclude.
6. Aria (basso o contralto) (4’ 15’’)
Testo
But who may abide the day of His coming, and who shall stand when He
appeareth? For He is like a refiner's fire.)
(Malachia, 3.2)
Traduzione
Chi potrà sopportare il giorno della sua venuta? Chi potrà reggere alla sua
apparizione? Si, egli è come il fuoco del fonditore.
(Malachia, 3.2)
Commento
L'aria si caratterizza per l'alternanza tra parti di andamento melanconico
(tempo: larghetto in 3/8; tonalità: la minore) e altre movimentate (tempo:
prestissimo, in 4/4; tonalità: fa maggiore).
L’orchestra introduce il ‘larghetto’, enunciando la melodia poi ripresa dal
solista. Cantante e strumenti dialogano mestamente sulla base delle due domande
iniziali di questo brano di Malachia. Poi, siccome si parla di "fuoco",
strumenti prima e solista dopo si scatenano in un movimento molto veloce, con
vocalizzi discendenti sulla parola "fuoco", appunto. Continuando ancora il
"prestissimo”, il solista riprende la seconda frase del testo, restando un po'
fermo sulla stessa nota, perché sta parlando di "stand when he appeareth",
"reggere alla sua apparizione". Dopo un nuovo ‘larghetto’ riappare il
‘prestissimo’ con i vocalizzi su "fire". Una breve frase declamatoria in
"adagio" e breve conclusione solo strumentale di nuovo in "prestissimo”.
7. Coro (2'35")
Testo
And he shall purify the sons of Levi, that they may offer unto the Lord
an offering in righteousness.
(Malachia, 3.3)
Traduzione
Ed egli purificherà i figli di Levi ed essi saranno per il Signore quelli
che portano offerte giuste.
(Malachia, 3.3)
Commento
Il testo è continuazione di quello precedente (qualche parola del testo
biblico viene però saltata). Melodia molto gradevole, con piacevoli vocalizzì.
sulla prima semifrase, fino a "Levi", i soprani propongono un fugato, seguiti
da bassi, contralti e tenori. Quando la scena si è riempita e le quattro voci
si sono ben mischiate in modo polifonico, si passa alla seconda semifrase, di
carattere omofonico (tutti cantano contemporaneamente le stesse parole, anche
se le note sono diverse). Probabilmente questo avviene perché il rito
dell'offerta sacrificale ha qualcosa di "corale", di gente che canta con lo
stesso ritmo. Subito dopo riprende l'andamento polifonico sulla prima
semifrase, con varianti rispetto alla prima versione. Alla fine breve ripresa
della parte omofonica sulla seconda semifrase e conclusione quasi sommessa.
8. Recitativo (contralto) (0'21")
Testo:
Behold, a virgin shall conceive, and bear a son, and shall call his name
Emmanuel, "God with us".
(Isaia, 7.14)
Traduzione
Ecco la giovane concepisce e partorisce un figlio che chiamerà Emanuele
("Dio è con noi").
(Isaia, 7.14)
9. Aria (contralto) 3,35")
Testo
O thou that tellest good tidings to Zion, get thee up into the high
mountain. O thou that tellest good tidings to Jerusalem, lift up thy voice with
strength; lift it up, be not afraid, say unto the cities of Judah, behold your
God!
(Isaia, 40.9)
Arise, shine, for thy light is come, and the glorv of the Lord is risen
upon thee.
(Isaia, 60.1)
Traduzione
Sali sopra un alto monte, messaggera di Sion tu, alza con forza la tua
voce, messaggera di Gerusalemme, alzala senza timore, di' alle città di Giuda: Ecco il vostro Dio"6.
(Isaia, 40.9)
Sorgi, splendi, ché la tua luce viene, la gloria del Signore brilla su di
te.
(Isaia, 60.1)
Commento
E’ un’aria molto bella. La melodia, scorrevole e convincente, è la stessa
Del successivo coro, che viene qui anticipato. Strumenti e solista si
alternano in un dialogo piacevole e garbato. Sulla frase ‘Behold your God’
alcuni rallentamenti del discorso musicale sottolineano la solennità della
situazione (“Ecco il vostro Dio”). Più avanti, nella seconda frase di Isaia,
sono da notare gli ovvi vocalizzi sulla parola "glory". Senza soluzione di
continuità si ha poi il successivo
10. Coro 1'30")
Testo
O thou that tellest good tidings to Zion, good tidings to Jerusalem, arise,
say unto the cities of Judah Behold your God, the glory of the Lord is risen
upon thee.
(Isaia, 40.9 - Isaia, 60.1)
Traduzione
O tu, che annunci una lieta novella a Sion, lieta novella a Gerusalemme,
alzati, annuncia alle città di Giuda: Ecco il vostro Dio. La gloria del Signore
si leva su di te.
(Isaia, 40.9 - Isaia, 60.1)
Commento
La melodia è la stessa dell'aria, che qui viene introdotta in forma di
canone, con un accenno di polifonia a cui segue ben presto un ritorno allo
stile omofonico. Ci sono inoltre diverse altre varianti rispetto alla versione
per solista e il tutto qui è più breve.
11. Accompagnato (basso) (1'56")
Testo
For behold, darkness shall cover the earth, and gross darkness the
people; but the Lord shall arise upon thee, and His glory shallbe seen upon
thee. And the Gentiles shall come to thy light, and the kings to the brightness
of thy rising.
(Isaia, 60. 2-3)
Traduzione
Ecco, infatti, la tenebra copre la terra e fitta nebbia i popoli. Ma su
di te brilla il Signore e la sua gloria appare su di te. Alla tua luce
cammineranno le nazioni e i re allo splendore del tuo brillare.
(Isaia, 60. 2-3)
Commento
Il tremolio dell'introduzione orchestrale già rende l'atmosfera di buio e
di nebbia a cui allude la prima parte del testo. Haendel, che in vecchiaia
diventò cieco o quasi, era molto sensibile ai temi del ‘buio’ e tratta sempre
questo argomento con molta genialità. Quest'atmosfera misteriosa continua
durante la prima frase dell'intervento del basso. Poi, con la seconda frase e
la menzione della ‘tua luce’, abbiamo un po’ di chiarore, il tremolio (prodotto
da duine di semicrome) scompare, la melodia si fa più cantabile, con vocalizzi
sulle parole "arise" ("brilla") e "gloria". Meno interessante la terza frase.
L’accompagnato ha la funzione di preparare l’aria dello stesso solista, che
infatti viene subito dopo senza soluzione di continuità.
12. Aria (basso) (3' 12")
Testo:
The people that walked in darkness have seen a great light. And they that
dwell in the land of the shadow of death, upon them hath the light shined.
(Isaia, 9.1)
Traduzione
Il popolo che camminava nelle tenebre vide una gran luce; sugli abitanti
nella terra dell'ombra e della morte risplendette da sopra una luce.
(Isaia, 9.1)
Commento
Anche in questo testo, all'inizio si evoca il buio. E l'atmosfera è resa
qui in modo analogo, ma diverso da quello dell'accompagnato precedente: duine
di crome (invece di semicrome), forte andamento cromatico (intervalli di
semitoni invece che di toni interi), andamento tortuoso della melodia. Questo
lo sentiamo nella breve introduzione orchestrale, con archi e fagotti
all’unisono, e nella prima parte dell'intervento del basso, mentre pronuncia,
due volte, le parole del testo fino a "tenebre" ("darkness"). Poi continua la
frase e alla parola “luce” il canto del basso si illumina con un lungo ‘re'
alto. Il discorso prosegue così, con varianti, ripetizioni della prima frase e
nuove fermate o vocalizzi sulla parola "light". Qualche battuta di sola
orchestra dello stesso tipo dell'introduzione, ma su note diverse, dà l'avvio
alla seconda frase del testo, che ha carattere identico, salvo a concludersi,
invece che sulla luminosa parola "luce", sull'oscura parola “morte", e quindi
con una nota tenuta bassa, invece che alta. Poi, di nuovo, riappare il
riferimento alla luce. Abbiamo ancora una ripetizione, con varianti,
dell'ultima frase, e siamo arrivati alla conclusione.
13. Coro (4'02")
Testo:
For unto us a child is born, unto us a Son is given, and the government
shall Be upon His shoulder, and His Name shall be called: Wonderful,
Counsellor, The Mighty God, The Everlasting Father, The Prince of Peace.
(Isaia, 9,5)
Traduzione
Ci è nato un pargolo, ci è stato donato un figlio, sulle cui spalle è il
Principato e il cui nome è: mirabile consigliere, Dio potente, padre perpetuo,
principe della pace.
(Isaia, 9,5
Commento
E’ uno dei cori più belli dell’oratorio. Allegro e infantile. Dolce e
spigliato. Di evidente carattere natalizio, come del resto suggerisce il testo.
La melodia era già stata utilizzata da Haendel in un’aria composta poco prima
del “Messia” (”No di voi non vo’ fidarmi”).
Il primo tema del brano viene elaborato in parte in forma di canone. La
melodia è articolata in una prima frase con varie note ribattute, seguite da
alcuni gruppi di 3-4 e poi dalla ripetizione della prima frase seguita da un
lungo vocalizzo.
Questa melodia viene intonata prima dai soprani, poi dai tenori, dai
contralti e infine dai bassi, con piacevole intreccio di voci. Poi, sulla
seconda frase (“sulle cui spalle è il principato”, ecc.) si ha una melodia
nuova, puntata, di carattere più marziale. La intonano per primi i tenori, poi
i soprani, e poi, insieme, i bassi e i contralti. A questo punto, dopo la prima
fase nettamente polifonica, le quattro voci si trovano insieme a declamare in
modo omofonico i titoli del Signore esposti nelle ultime parole del testo
(”mirabile consigliere”, ecc.). Riprende poi il canone sulla prima frase, con
varianti. Riprende poi anche il tema marziale e l’elenco degli attributi, anche
qui con varianti rispetto alla prima versione. Di nuovo il primo tema, con
altre varianti e modulazioni. Di nuovo il tema marziale e l’enunciazione degli
attributi divini, mentre ci pensano i violini a eseguire la frase delle
semicrome. E poi appare per l’ultima volta il primo tema. Ma questa volta, dopo
l’avvio dato dai bassi, le voci si trovano insieme due a due (bassi e tenori
cantano la prima parte della melodia e contralti e soprani eseguono insieme il
vocalizzo a due note di distanza). Di nuovo abbiamo il tema marziale, a canone,
tra le voci femminili, e omofonicamente tra quelle maschili, e si va verso la
conclusione strumentale.
14. Pifa (2'29")
Commento
Dopo l’ingenuo canto natalizio che abbiamo appena ascoltato, ci sta bene un
intermezzo strumentale che ci ricordi le zampogne dei pastori che sono tra i
primi testimoni della nascita di Gesù.
E infatti ecco una "pifa" (la parola ha la stessa etimologia di "piva").
L'orchestra imita un po' il suono delle cornamuse, con lunghi "pedali" del
basso (il "pedale" è una nota bassa tenuta a lungo per sottolineare l'armonia). La melodia ha la struttura di una ‘siciliana’ (in 12/8), genere che veniva
spesso usato per i pezzi di carattere pastorale, come questo, appunto.
15. Recitativo, Accompagnato (soprano) (2'30")
Testo
There where shepherds abiding in the field, keeping watch over their Flocks
By night. And lo, the angel of the Lord came upon them and the glory of the
Lord shone round about them, and they were sore afraid. And the angel said unto
them: Fear not, for behold, I bring you good tidings of great joy, which shall
be to all people. For unto you is born this day, in the city of David, a
Saviour, which is Christ the Lord. And suddenlv there was with the angel a
multitude of the heavenly host, praising God and saying:
(Luca, 2, 8-11, 13)
Traduzione
Vi erano dei pastori in quella stessa regione, che passavano la notte
all'aperto, facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si
presentò loro e la gloria del Signore risplendette intorno ad essi, sicché
temettero grandemente. L'angelo disse loro: "Non temete! Ecco, vi porto una
lieta novella che sarà di grande gioia per tutto il popolo: Oggi nella città
di Davide è nato un salvatore che è il Cristo Signore." E subito si unì
all'angelo una moltitudine della milizia celeste che lodava Dio e diceva:
(Luca, 2, 8-11, 13)
Commento
Il brano si compone di 4 battute di recitativo normale, (prima frase
del testo), 7 battute di “accompagnato” (seconda frase), di nuovo 9 battute dì
recitativo normale (terza frase) e infine di altre 6 battute di "accompagnato"
(quarta frase).
Interessante è soprattutto il secondo accompagnato, che con il fremere dei
violini allude allo svolazzolare delle ali degli angeli, e prepara il clima
per il coro che viene immediatamente dopo.
16. Coro (‘ 54’’)
Testo
Glory to God in the highest, and peace on earth, good will towards men.
(Luca, 2. 14)
Traduzione
Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona
volontà.
(Luca, 2. 14)
Commento
E' un vero e proprio piccolo “Gloria”, ridotto alla sua prima frase, e ha
tutte le caratteristiche dei tipici Gloria. La prima frase è cantata (sullo
sfondo di uno svolazzare di semicrome dei violini che alludono allo svolazzare
degli angeli) da tutte le voci ad eccezione dei bassi. E questo perché la
gloria di Dio è qualcosa di molto alto, e quindi ci vogliono voci molto alte.
Invece bassi e tenori, senza le voci femminili, intonano, subito dopo, la prima
parte della seconda frase ("and peace on earth"), con valori più lunghi, quindi
di fatto più lentamente, come suggerisce il testo (la gloria è veloce, la pace
è tranquilla). Soprani, contralti e tenori ripetono la prima frase con qualche
variante, e lo stesso fanno poi, con l'altra, tenori e bassi.
Poi c'è una brevissima fuga, iniziata dai bassi, sulle ultime parole del
testo ("good will towards men”) che modificano un po' il testo evangelico
(invece di "agli uomini di buona volontà abbiamo: “Buona volontà agli uomini").
Ritorna poi, preannunciata dal già sentito svolazzare di semicrome dei violini,
la gloriosa frase iniziale. Adesso abbiamo anche la partecipazione dei bassi,
forse perché questi hanno dimostrato “buona volontà" e quindi sono diventati
degni di glorificare Dio. E infine una versione modificata della precedente
fughetta, iniziata stavolta dai contralti, e conclusione orchestrale, che,
stranamente, nonostante il carattere trionfalistico del brano, è in pianissimo.
FINE DELLA PRIMA PARTE