venerdì 20 marzo 2009

shopping mall

In fondo il ragazzo era partito da una idea banale, il libro degli iscritti all'università, il face book, degli alunni ed ex alunni. E continua così, banalmente, alla Berlusconi: conosce i suoi polli, attacca u ciucciu duve vò u patruni - manca al ragazzo la grande visione strategica originaria che fu di Google o di Youtube, di Ning o di Netscape, egli è solo un commerciante furbissimo della banalità quotidiana: la sua via era segnata da tempo e l'intendenza seguirà, avremo moltissimi shopping mall, amen.
Noi continueremo con Google a pensare il mondo che è molto di più.
Zuckerberger non si preoccupa: lavora per estendere il network, migliorare l’appeal (la settimana scorsa è stato varato un restyling), aggiungere caratteristiche (anche per contrastare Twitter, il sito che consente di tenere costantemente informati gli amici di quel che si fa), e per risolvere il quesito di tante iniziative web: come far soldi se gli utenti della rete sono così restii ad aprire il portafoglio? Gli incassi di Facebook sono legati alla pubblicità online che affianca le pagine del siti. Ma i giovani leoni di Palo Alto non si accontentano, vogliono puntare a un modello economico più diversificato e promettente. Quale? Un’idea è di fare concorrenza a eBay o Craigslist incoraggiando le compravendite tra membri del network. Un’altra è di aggiungere nuovi servizi a pagamento. Ma Zuckerberg per il momento non rivela la sua rotta. Il suo sorriso sembra dire: "Fidatevi di me, se a 24 anni sono riuscito a fare tutto questo vuol dire che ho la stoffa giusta".