SECONDA PARTE
(di Piero Leone)
17. Coro (2'34")
Testo
Behold the Lamb of God, that taketh away, the sin of the world'.
(Giovanni, 1.29)
Traduzione
Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie i peccati del mondo.
(Giovanni, 1.29)
Commento
Il tempo è "largo". La melodia è molto statica, dolente, caratterizzata da
una frase discendente dal ritmo puntato, che viene elaborata in. Sulla seconda
semifrase, si ha un rovesciamento: dopo un inizio dei soprani da soli che
intonano una specie di cantus firmus sulla stessa nota, il senso del movimento
è diventato ascendente, anche se il ritmo resta lo stesso. Nuova frase dei
soprani soli e ripresa di questo secondo tema, e infine conclusione affidata
all'orchestra che riprende in forma riassuntiva il primo tema.
18. Aria (contralto) (9'38")
Testo
He was despised and rejected of men, a man of sorrows, and acquainted with
grief.
(lsaia, 53,3)
He gave His back to the smithers, and His cheeks to them that plucked off
the hair: He hid not His face from shame and spitting.
(lsaia, 50.6)
Traduzione
Era disprezzato e reietto dagli uomini, uomo di dolori, esperto del dolore.
(lsaia, 53,3)
Il suo7 dorso ha presentato alle percosse, e le sue guance a chi gli
strappava la barba, il suo volto non nascose ai vilipendi e agli sputi.
(lsaia, 50.6)
Commento
E' il brano più lungo dell’oratorio. Molto bello, anche se triste, come
d'altronde impone il testo. Il tempo è “largo". Quando la solista si ferma su
una lunga nota piuttosto bassa sta per finire la prima parte dell'aria,
relativa al primo dei due testi di Isaia. Segue un commento orchestrale e poi
inizia la seconda parte, sul secondo testo. L'atmosfera è diversa. Sempre
dolente, ma agitata e drammatica, grazie alle semicrome puntate e alle biscrome
degli archi. Ora la solista non si limita a lamentarsi, bensì, con un andamento
melodico che a poco a poco si solleva e poi si placa, sembra che protesti, sia
pure con rassegnazione. Poi c'è la ripetizione, della prima parte dell'aria,
secondo il tipico schema settecentesco dell'"aria con da capo".
19. Coro (1'49")
Testo
Surely, He hath borne our griefs and carried our sorrows; He was wounded
for our Transgressions. He was bruised for our iniquities; the chastisement of
our peace was upon Him.
(Isaia, 53.4-5)
Traduzione
In verità egli portava le nostre infermità, si era caricato dei nostri
dolori. Egli è stato trafitto per i nostri misfatti, schiacciato per le nostre
iniquità: il castigo della nostra pace cadde su di lui.
(Isaia, 53.4-5)
Commento
Il carattere del pezzo è molto affine alla parte "agitata” dell'aria
precedente. L'aspetto ritmico dell'accompagnamento è quasi identico. Il tempo è
“largo e staccato". E l'accompagnamento è qui forse quasi più importante della
melodia. La prima parte è tutta omofonica. Poi comincia una parte, sempre molto
dolente, un po' più polifonica, e piena di drammatiche dissonanze. Nell'ultima
frase note staccate ascendenti introducono un elemento di novità, senza
cambiare molto l'atmosfera dell'insieme del pezzo.
20. Coro (3’ 58’’)
Testo
All we like sheep have gone astray, we have turned ev'ry one to his own
way; and the Lord hath laid on Him the iniquity of us all.)
(Isaia,53.6)
Traduzione
Tutti noi come pecore eravamo sbandati, ognuno sviato nel suo sentiero, ma
il Signore lasciò cadere su di lui le colpe di tutti noi.
(Isaia,53.6)
Commento
Anche il testo è il seguito di quello precedente. E tornando alla tonalità
di fa (stavolta maggiore, non minore), si restaura la stabilità armonica
rispetto alla sospensione verificatasi alla conclusione del coro precedente.
Per il resto, il carattere di questo brano è nettamente diverso da quello
del brano precedente. Gli elementi essenziali del pezzo sono cinque: 1) un tema
iniziale, cantato omofonicamente, molto semplice, sulle parole “all we like
sheep"; 2) un secondo tema, che appare subito dopo, sulle parole "have gone
astray”, formato da crome che si accoppiano due a due e vogliono dare la
sensazione delle pecore che si sperdono(questo secondo tema viene cantato da
due voci alla volta, mentre il primo viene cantato da tutte e quattro le voci
insieme); 3) un terzo tema sulle parole "we have turned”, caratterizzato da
vocalizzi di semicrome e che danno la sensazione del vagare errabondo; 4) sulle
parole "we have turned" ad un certo punto appare una linea melodica diversa da
quella che all'inizio aveva accompagnato queste parole: quattro semplici note a
distanza di ottava: più una declamazione che una melodia; 5) sulle parole
"ev'ry one to his own way" le diverse voci, a volte due insieme, a volte una
sola, cantano una melodia cangiante, formata di crome, spesso, ma non sempre,
quasi su una sola nota, insomma, come dice il testo ("ognuno per la propria
strada") ogni voce se ne va per conto suo, sola o accompagnata, cantando questo
o quello.
Questi cinque elementi si combinano in modo molto variato. A circa 1'17" dall'inizio il tema 2), sulle parole "have gone astray", esibisce più chiaramente il proprio carattere descrittivo di pecore sbandate, in quanto viene cantato in modo incompleto, frammentario, da una voce per volta. Riappaiono subito dopo tutti gli altri temi. Sul tema 4) abbiamo poi una bella progressione ascendente ripartita tra le diverse voci. Poi, per la prima volta, stranamente, l'"ev'ry one to his own way" viene cantato in modo omofonico da tutte le quattro voci insieme (forse pur essendo ognuno andato per conto suo alla fine ci si è ritrovati tutti sulla stessa strada). Riprende subito l'andamento polifonico. Per un momento anche il vocalizzo sul "we have turned" viene cantato contemporaneamente a due note di distanza da contralti e soprani. Di nuovo "ev'ry one to his own way, we have turned ev'ry one to his own way" viene cantato omofonicamente, stavolta quasi a mo' di cadenza, lasciando presagire una conclusione, che però viene rimandata. Infatti (sulle parole dell'ultima frase del testo) interviene un nuovo tempo, "adagio", introdotto da un intervento solistico dei bassi, in do minore, molto bello e solenne, su cui si inseriscono le altre voci. Poi, finalmente, conclusione solenne e mesta, con cadenza che ritorna alla tonalità di fa minore con cui era partito il coro precedente che qui trova la sua definitiva conclusione.
21. Accompagnato (tenore) (O' 46")
Testo
All they that see Him laugh Him to scorn; they shoot out their lips, and
shake their heads, saying:
(Salmi, 22.8)
Traduzione
Quanti mi vedono mi scherniscono, torcono la bocca, scuotono il capo.
(Salmi, 22.8)
Commento
La drammaticità della situazione viene resa dall’accompagnamento
strumentale, col ritmo nervoso delle semicrome e biscrome staccate degli archi. L’atmosfera è simile a quella del n. 19 ("Surely") Su questo sfondo si
innesta una declamazione concitata del tenore che introduce il successivo coro.
22. Accompagnato (soprano) (1' 15")
Testo:
Thy rebuke hath broken His hearth; He is full of heaviness. He looked for
some to have pity on Him, but there was no man, neither found He any to
comfort Him.
(Salmi, 69.21)
Traduzione
L'umiliazione gli(8) ha spezzato il cuore e soffro, ha atteso chi lo
compatisse e non c'è stato, chi lo consolasse e non l'ha trovato.
(Salmi, 69.21)
Commento
Comincia ora una serie crescente: ‘accompagnato’, ‘arioso’, ‘aria’: tre
pezzi consecutivi tutti affidati al basso. Il primo brano, l’‘accompagnato’ non
ha – per ovvi motivi, per non guastare l’effetto di intensificazione – le
caratteristiche di ‘arioso’ di altri ‘accompagnati’. La parte strumentale è
sommaria ed essenziale. Ma la declamazione è fortemente espressiva e ciò lo
rende diverso da un recitativo semplice. Un arioso, invece, viene subito dopo
(e ciò giustifica il fatto che questo accompagnato sia così sobrio).
23. Arioso (soprano) (1’ 28’’)
Testo:
Behold and see if there be any sorrow like unto His sorrow'.
(Lamentazioni di Geremia, 1.12)
Traduzione
Guardate e vedete se c'è un dolore simile al dolore che gli9 venne
arrecato.
(Lamentazioni di Geremia, 1.12)
Commento
L’atmosfera generale, dolente e patetica, è la stessa che caratterizzava
l'accompagnato precedente. Lo stesso solista continua con il successivo
24. Accompagnato (soprano) (0’ 15")
Testo:
He was cut off out of the land of the living; for the transgressions of
Thy people was He stricken.
(Isaia, 53.8)
Traduzione
Fu tolto, sì, dalla terra dei vivi, e per i delitti del suo popolo fu
abbattuto.
(Isaia, 53.8)
Commento
Lo stile resta lo stesso dei brani precedenti. Questo brevissimo recitativo
accompagnato serve a introdurre la seguente aria dello stesso solista.
25. Aria (soprano) (2'30")
Testo:
But thou didst not leave His soul in hell; nor didst Thou suf fer Thy
Holy Onet to see corruption.
(Salmi,16. 10)
Traduzione
Tu non abbandonerai l'anima mia nello Sceòl, non permetterai che
veda la corruzione il tuo fedele.
(Salmi,16. 10)
Commento
Ma dopo i brevi brani di intonazione patetica che abbiamo appena sentito,
questa aria, come suggerisce il testo, ci presenta una situazione più
fiduciosa. Lo si vede anche dalla tonalità (da quelle in minore dei pezzi
precedenti si è passati a la maggiore). L'orchestra preannuncia la melodia
subito dopo ripresa dal solista. Poi la melodia viene variata, in modo da farne
quasi un'unica lunga frase, molto bella.
26. Coro (3’ 06’’)
Testo:
Lift up your heads, O ye gates, and be ye lift up, ye everlasting doors:
and the King of Glory shall come in. Who is this King of Glory? The Lord strong
and mighty, the Lord mighty in battle. Lift up your heads, O ye gates, and be
ye lift up, ye everlasting doors, and the King of Glory shall come in. Who is
the King of Glory? The Lord of Hosts, He is the King of Glory.
(Salmi, 24.7-IO)
Traduzione
Sollevate, o porte, le vostre architravi, apritevi, o porte eterne, deve
entrare il re della gloria. Chi è il re della gloria? Il Signore potente e
forte, il Signore forte in battaglia. Sollevate, o porte, le vostre architravi,
apritevi o porte eterne, deve entrare il re della gloria. Chi è il re della
gloria? Il Signore delle schiere, è lui il re della gloria!
(Salmi, 24.7-IO)
Commento
Questo coro è a cinque voci, e non a quattro, come di solito. I soprani,
infatti, sono divisi in soprani primi e secondi. Dopo una breve introduzione
orchestrale, le voci femminili del coro cantano omofonicamente la prima frase.
I maschi rispondono con la seconda frase, che è una domanda. Le donne, di
nuovo, rispondono con la terza frase. Poi la cosa si ripete, con varianti. Ora
i contralti sono sempre presenti, una volta con i maschi e l'altra con le
femmine. Da notare il ritmo saltellante e gioioso sulle parole "and the King of
glory shall come in”. All’ultima battuta di questo duetto tra due sezioni del
coro, le voci più basse presentano l'ultima frase del testo, con un andamento
melodico un po’ diverso.
Poi, sul ritmo un po' saltellante di "He is the King of glory”, le voci si
sparpagliano in modo polifonico. Questo tema si mescola con una declamazione,
che passa da una voce all'altra, sulle parole "the Lord of hosts" (le voci
intanto sono tornate ad essere solo quattro, perché soprani primi e secondi
cantano di nuovo insieme). E' questa forse la parte più bella di questo brano. Poi la declamazione su "the Lord of hosts" prevale e rimane sola per
qualche battuta fino a che si torna alla parte polifonica di prima che ora,
all'inverso di quanto era accaduto prima, evolve verso l'omofonia. Poi è il
“the Lord of Hosts” ad essere ripreso, stavolta in modo polifonico. E il pezzo
si conclude con un nuovo passo omofonico e una cadenza plagale sulle parole "of
glory") che sembra piuttosto in contrasto con lo stile per nulla arcaico
dell'intero pezzo.
27. Aria (basso o contralto) ((2'48")
Testo
Thou art gone up on high, Thou hast led captivity captive, and received
gifts for men, yea, even for Thine enmies, that the Lord God might dwell among
them.
(Salmi, 88.19)
Traduzione
Tu sei salito in alto, hai fatto dei prigionieri, hai accettato doni dagli
uomini: anche i ribelli dimoreranno presso il Signore Iddio.
(Salmi, 88.19)
Commento
Aria dolente, discorsiva e ricca di vocalizzi e di virtuosismi. Una stessa
melodia viene ripresa più volte e sviluppata con numerose varianti.
28. Coro (1'06")
Testo
The Lord gave the word; great was the company of the preachers.
(Salmi, 68.12)
Traduzione
Il Signore ne ha dato la nuova, le annunziatrici di cose lieti sono una
gran schiera.
(Salmi, 68.12)
Commento
Tenori e bassi declamano le prime parole, con cinque sole note, una per
sillaba ("The Lord, gave the word”), come squilli di tromba. Tutte le voci
rispondono con il resto del testo. La caratteristica di questo coro è
l'alternanza di tre elementi: 1) le cinque note dell'annuncio, che più avanti
vengono ripresentate dalle voci femminili; 2) l'elemento omofonico dell'inizio
della seconda semifrase; 3) ma l’elemento più interessante è il vocalizzo
isterico sulla parola "company", pronunciato alternativamente dalle diverse
voci e che vuole dare l'idea dell'intenso chiacchierare della gente. L'effetto
viene reso dal fatto che i vocalizzi qui sono diversi da quelli soliti: qui
sono costruiti come una specie di trillo.
29. Aria (soprano) (4'52")
Testo
How beautiful are the feet of them that preach the gospel of peace,
and bring glad tidings of good things.
(Isaia, 52.7)
Their sound is gone out into all lands, and their words unto the ends of
the world.
(Salmi, 19.5)
Traduzione
Come sono belli sui monti i piedi del messaggero che annunzia la pace, che
Porta lieto messaggio.
(Isaia, 52.7)
Per tutta la terra si spande la loro armonia, sino ai confini del mondo i
Loro accenti.
(Salmi, 19.5)
Commento
Aria abbastanza bella, dolce e carezzevole. Il suo carattere cullante è
dato – come in altri casi – dal ritmo di 12/8 della ‘siciliana’. L’accompagnamento è discreto (violini e 2 fagotti), ma presente. Quando la
solista tace, il violino continua e sviluppa il canto.
30. Aria (basso) (2'40")
Testo
Why do the nations so furiously rage together, why do the people imagine a
vain thing? The kings of the earth rise up, and the rulers take counsel
together against the Lord and against His anointed.)
(Salmi, 2.1-2)
Traduzione
Perché mai tumultuano le genti e le nazioni ordiscono trame fallaci?
Insorgono i re della terra e i principi congiurano insieme contro il Signore e
il suo Unto.
(Salmi, 2.1-2)
Commento
E una delle più belle delle arie per basso dell'oratorio. Accompagnamento
concitato di note ribattute che introduce il solista. Vigorosa melodia
ascendente del basso, che esprime il ‘tumulto’ delle genti cui allude il testo.
Gli insistiti vocalizzi di terzine fiammeggianti alludono alla ‘furia’
(‘furiosly’) della rabbia che qui viene descritta.
31. Recitativo (tenore) (0' 13")
Testo:
He that dwelleth in heaven shall laugh them to scorn, the Lord shall have
them in derision.
(Salmi, 2.4)
Traduzione
Ma colui che sta nei cieli ride, si fa beffe di essi il Signore.
(Salmi, 2.4)
32. Aria (tenore) (2’ 00’’)
Testo:
Thou shalt break them with a rod of iron. Thou shalt dash them in pieces
like a potter's vessel.
(Salmi, 2.9)
Traduzione
Li opprimerai con scettro di ferro e come vasi di creta li spezzerai
(Salmi, 2.9)
Commento
L'accompagnamento, con la suo ossessivo disegno di quartine di semicrome e
crome puntate, allude all'atto di ‘spezzare’. Invece la melodia del solista ha
carattere diverso, ma coerente con l’andamento aggressivo dell’insieme.
33. Coro (3’33’’)
Testo
Hallelujah, for the Lord God Omnipotent reigneth! (Apocalisse, 19.6)
The Kingdom of this worid is become the Kingdom of our Lord and of
His Christ, and He shall reign for ever and ever. (Apocalisse, 11.15)
King of Kings and Lord of Lords. (Apocalisse, 19. 16)
Traduzione
Alleluia. Poiché ha preso possesso del regno il Signore, nostro Dio,
l'Onnipotente. (Apocalisse, 19.6)
Il regno del mondo è passato al nostro Signor. e al suo Cristo ed egli
regnerà per i secoli dei secoli. (Apocalisse, 11.15)
Re dei re e Signore dei signori. (Apocalisse, 19. 16)
Commento
In questo famosissimo brano, che conclude la seconda parte, si possono
distinguere i seguenti 5 elementi:
1) la melodia famosissima sulla parola "Alleluia";
2) una seconda melodia su "for the Lord God omnipotent reigneth'”;
3) un altro tema, più raccolto, dalla linea discendente,
semplice, sulle parole "The Kingdom of this world is become";
4) un fugato sulle parole “And He shall reign for ever and ever".
5) una declamazione su "King of Kings, and Lord of Lords".
Dopo una brevissima introduzione orchestrale, compare il primo tema, interessante più per il modo in cui viene sviluppato che per il suo proprio disegno. Poi appare, proposto dalle tre voci più basse del coro (e in seguito ripreso dai soprani) il secondo tema (“For the Lord God omnipotent”) che si intreccia con innumerevoli ripetizioni dello slogan principale (“allelujah”). I due elementi si alternano e poi si sovrappongono in una fitta rete polifonica, con le diverse voci che si scambiano le due melodie.
Una sola battuta di orchestra introduce poi il terzo tema, omofonico, più calmo. Ma subito dopo comincia il fugato sul quarto tema ("and He shall reign"). Dopo qualche secondo, le voci femminili intonano una declamazione sulle parole “King of Kings", ferme sulla stessa nota. Le voci maschili vi contrappongono il "for ever and ever", e l'"Alleluia".
A questo punto le cose si stanno facendo interessanti. La declamazione dei soprani (ora sulle parole “and Lord of Lords”) prima si ripete identica, poi si sposta tre note più su. Comincia una bellissima progressione ascendente con i soprani che si arrampicano audacemente verso il più alto dei cieli, mentre le voci maschili, come presaghe di una ardua salita che sta per prepararsi, si accomodano un po' più in basso, per poter meglio salire dopo. Quando i soprani sono arrivati in cima alla vetta, per un momento anche le altre voci possono cantare a voce spiegata il loro "King of Kings and Lord of Lords" prima riservato solo ai soprani. Ma il loro riposo, il loro sguardo al panorama è breve: la nuova piattaforma di lancio serve ai bassi per rilanciare il fugato sulle parole "and he shall reign ..." (cioè sul quarto degli elementi elencati sopra). Dopo poche battute di fugato sono stavolta i maschi a riprendere la declamazione "King of Kings, and Lord of Lords", che in questo grandioso finale si mescola sia con l’Alleluia”, sia col "for ever", sia con una ripresa del tema di fuga "and He shall reign". Quattro concitate ripetizione del tema di "Halleluia", condite con svettamenti di trombe e rullìo di timpani, precedono la conclusione con cadenza plagale.
FINE DELLA SECONDA PARTE