Paola Pitagora e Renato Mambor nella Roma degli anni Sessanta, tra cinema, teatro e pittura d’avanguardia: quando una storia d’amore…
“Fiato d’artista” è il titolo di un’opera di Piero Manzoni: un palloncino con dentro un po’ d’aria uscita presumibilmente proprio dai polmoni del provocatorio artista. Ma è anche il titolo di questo volumetto di memorie e lettere scritto da Paola Pitagora, nota al grande pubblico come la Lucia Mondella dei Promessi Sposi di Sandro Bolchi, sceneggiato televisivo degli ormai lontani anni Sessanta, e attualmente impegnata nella serie Incantesimo di RAI 1. .. "Io riunisco frammenti della memoria, non cito nomi importanti che però non ho conosciuto e non hanno inciso nella mia vita.” - un diario, nel senso più alto del genere, all’interno del quale scorre quel gruppo di ragazzi che cercò di realizzare il proprio sogno di Vita e di Arte in una Roma che fremeva di novità, di cinema, di stelline e di artisti esordienti che si affollavano davanti al caffè Rosati in Piazza del Popolo, sperando nell’incontro fortunato col gallerista o col regista famoso. E questi ragazzi erano Mambor, Ceroli, Festa, Kounellis, Lombardo, Lo Savio, Pascali, Rotella, Schifano, Tacchi: quelli, insomma, che hanno fatto scuola nell’ultimo scorcio del secolo appena trascorso. |
A proposito della sua carriera cinematografica, sono da menzionare le apparizioni in Kapò di Gillo Pontecorvo (1960); La viaccia di Mauro Bolognini (1961); Barabba di Richard Fleischer , in cui interpreta il ruolo di Maria Maddalena (1962). Nel 1965 c'è la consacrazione con I pugni in tasca di Marco Bellocchio: interpreta il personaggio di Giulia, una figura alquanto ambigua e controversa.
In televisione, prese parte nel 1964-1965 insieme a Johnny Dorelli a due edizioni del programma televisivo Johnny 7, ma il ruolo che più di tutti l'ha resa popolare al grande pubblico, è quello di Lucia Mondella nello sceneggiato televisivo de I promessi sposi (1967) , per la regia di Bolchi. Successivamente interpreterà il personaggio Cinzia, in Senza sapere niente di lei (1969) di Luigi Comencini. Questa interpretazione le varrà il nastro d'argento come miglior attrice. Fino alla fine degli anni settanta continua a dividersi tra cinema e televisione: Cristoforo Colombo (1968), A come andromeda (1972), Il caso Lafarge (1973); oltre che al teatro nello Jacopone da Todi con Gianni Morandi ; e all’attività di cantante con l’album Sputafuori Strega (1976). La sua attività poi, prosegue sia per il cinema con Aiutami a sognare (1981) che per il piccolo schermo Flipper, Pronto Soccorso e Passioni. Ma è sempre il teatro che dona maggiori soddisfazioni a Paola Pitagora, con: Il pellicano (1980), I capricci di Marianna (1985), La foresta d’argento (1988).
Nel giugno 1971 fu tra i firmatari del documento pubblicato sul settimanale L'Espresso contro il commissario Luigi Calabresi.
Fiato d'artista (2001)

