giovedì 8 agosto 2013

I promessi sposi del 1837

Manzoni non aveva mai ristampato I promessi sposi con le 
correzioni riportate durante il viaggio in Toscana; si propose
di ristamparlo. Gli venne l’idea d’un’edizione illustrata. Le
illustrazioni gli parevano un’arma contro le edizioni abusive.
Di edizioni abusive, nel corso degli anni, ne erano state fatte in
enorme numero. Non esisteva, a quel tempo, nessuna tutela
sui diritti d’autore. Percio sui Promessi sposi Manzoni aveva
guadagnato pochissimo, nonostante l’immensa fortuna che il
romanzo aveva avuto.
Dell’edizione illustrata, volle essere editore lui stesso. Lui,
Teresa, gli amici, erano assolutamente certi che fosse un’idea
ottima. Fu chiamato il pittore Francesco Hayez, vecchio cono-
scente di Teresa, perché tentasse qualche disegno. Ma i dise-
gni di Hayez non parvero soddisfacenti. Fu chiamato il france-
se Boulanger. Nemmeno i disegni di Boulanger furono giudi-
cati con favore. Poi d'Azeglio venne con un certo pittore Gonin.
I disegni di Gonin, Manzoni li trovo bellissimi. Egli iniziò a
scrivere a Gonin quasi giornalmente. »Mio Gonin». Furono
fatti venire da Parigi degli incisori. Fu messa in piedi una
piccola tipografia in via San Pietro all’Orto.
Giulia era fortemente contraria a questo progetto. Era
contraria non all’edizione illustrata, ma al fatto che Manzoni
divenisse editore in proprio. Le sembrava un’imprudenza
, enorme. Ai timori di Giulia, si univa il cugino Giacomo
Beccaria. Cosi fra Teresa e Giulia nacquero nuovi dissensi,
..
1837