| Giupalaia:La lunga notte dei page-rank |
| Roma - Altro che soap opera. Quella di PageRank è una telenovela bella e buona. Dopo declassamenti, conferme e sospetti, finalmente Google l'ha messo nero su bianco: a Mountain View i link a pagamento non piacciono, quindi si farà piazza pulita. "Alcuni CEO e webmaster fanno a gara nella pratica di comprare e vendere link per migliorare il proprio PageRank, ignorando la qualità dei link, le fonti e l'impatto a lungo termine sul proprio sito", si legge in un recente update alle linee guide per i webmaster: "Comprare o vendere link per migliorare il PageRank viola le regole di Google e può influire negativamente sul posizionamento nelle ricerche di un sito". Certo, Google vive nel mondo reale e fa delle differenze: che si possa comprare o vendere link è una prassi accettata ed accettabile, purché ciò avvenga per evidenti e palesi scopi pubblicitari. Per renderlo chiaro è fondamentale rispettare una o più condizioni: aggiungere un tag rel="nofollow" nel link, oppure escludere la pagina che contiene i link da quelle analizzate dai crawler, manipolando il proprio robots.txt |